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aLRinaldi

Haiti, l’isola degli zombie

Lo stereotipo di Haiti riguarda la superstizione: quando si pensa a quest’isola americana (ma totalmente africana) viene in mente il voodoo, la magia nera, lo spiritismo: bamboline con spilli conficcati dal potere di indurre dolori ai propri nemici, e poi gli zombie. Ma, come in tutte le realtà semplificate dagli stereotipi, dietro c’è molto di più. Per esempio il Cristianesimo…

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Master of the universe, men being prostituted for finance

the wolf of wall street

“Sooner or later the collapse will take place and then, of course, something will have to be invented”. In the documentary by Marc Bauder awarded at Locarno 2013, Master of the universe, Rainer Voss, “ruthless” former German financial trader, worked for that market that now seem to command everything: “I know that I will depress everyone with this story but probably a much worse crisis will come. Certainly the finance’s market alone won’t learn from its mistakes, but people can stop it…”

Il fumo dello stereotipo genera mostri

“Oltreconfine. Storie dal mondo live è il primo show su fatti e storie dall’estero. Reporter, fotogiornalisti, attori, musicisti e ospiti speciali si alternano sul palco per esplorare insieme al pubblico gli eventi più insoliti che avvengono in giro per il mondo”. Ogni volta le storie sono diverse, raccontate tra il teatro e la conversazione, e perlopiù sconosciute. Ma hanno sempre un legame che le tiene insieme: alcune sono unite proprio dallo stereotipo, o meglio la sua versione gigantesca, Il fantasma di fumo, l’enorme illusione che nasce e si sviluppa da una piccola credenza o superstizione, rendendo complesse situazioni altrimenti molto semplici, nel migliore dei casi, fino ad arrivare a cambiare la Storia e, addirittura, provocare tragedie…

Italy, best country in complaint

In Italy we just like to complain

In Italy we’re doing what comes naturally, the complaint. For us complaining is a mono or dia-logical outburst over the impatience that comes from seeing that nothing goes as it should… day by day. The problem is that often we do absolutely nothing the change the situations we don’t like. We must also say that we’re very self-critical, when progress occur we aren’t able to see it, but this is the other side of the coin…

Rosa Tomei, la “serva di Trilussa” era una poeta

“Trilussa andò a vivere nel famoso atelier di via Maria Adelaide nel 1915”, a 44 anni, all’apice della sua fama, quando la casa era frequentata da ospiti illustri, dalla Magnani a Petrolini e lui faceva tournee anche all’estero, in Francia, Brasile, Argentina, Egitto… raccontano che bastava scrivere “Trilussa Roma” sulle lettere che queste gli arrivavano. “Era lo stesso anno in cui a Cori, in provincia di Latina, nasceva Rosaria Tomei…”, racconta Ada Scalchi dell’Associazione 8 marzo, l’inizio di quella che fu un’unione speciale tra il grande poeta e la sua misconosciuta allieva e poeta lei stessa…

L’inutile banalità della tortura

Viviamo nell’illusione che la democrazia sia refrattaria alla tortura, ma la sola differenza con la dittatura è la sua tranquilla amministrazione. In Italia per esempio la tortura non è reato. Lo Stato ufficiale magari si indigna, ma poi c’è la ragion di stato che prosegue nella distinzione fra legittimo e legale, di fatto giustificandola. Il rapporto potere-tortura non è accidentale, magari non si può definire, ma si può descrivere, mentre la retorica cerca di derubricare la violenza (si è perfino discusso se il waterboarding, piacevole pratica per cui si è inondati d’acqua avendo la sensazione di non respirare, fosse tortura o meno). Il fatto è che il “male minore” indebolisce la concezione del male, perché non ci rendiamo più conto che è male comunque…

Da Matrix a Trump, simulazione e ipocrisia

Matrix, uno dei film (trilogie) più “cult” degli anni ’90, si ispira a molti libri di fantascienza, ma soprattutto a un testo che ha del “vero”, pubblicato nel 1985, del filosofo e sociologo francese Jean Baudrillard, Simulacri e simulazione. Nonostante gli anni passati è un saggio che ha molto di attuale, visto che sosteneva una questione che oggi inizia soltanto a mostrarsi: “nella società capitalista, sia la cultura che i media forniscono una rappresentazione fittizia della realtà sotto una struttura economica di sfruttamento. Alcune persone si isolano, riuscendo a uscire da questo condizionamento culturale, conducendo una crociata contro la tecnologia che è quella che simula (inganna e opprime) gli esseri umani”. Comportandosi in piccolo come gli abitanti di Zion, che nel film è l’ultima città umana rimasta sul pianeta Terra…

Si arriverà a eliminare le carceri? Le nuove direttrici (2)

A Regina Coeli ci si interroga su sé stessi e il “sistema carcere”, tra stereotipi e comunicazione. Un direttorio completamente al femminile che cerca di attuare un cambiamento, un corpo di “agenti” stanchi di essere definiti ancora “guardie”, dentro un “luogo di costrizione”, migliorato nel tempo, che deve però proseguire nella sua evoluzione diventando quel “luogo di cura” immaginato da uomini illuminati, o semplicemente umani, già tanto tempo fa…

Si arriverà a eliminare le carceri? I soliti reclusi (1)

A Regina Coeli ci si interroga su sé stessi e il “sistema carcere”, tra stereotipi e comunicazione. Un direttorio completamente al femminile che cerca di attuare un cambiamento, un corpo di “agenti” stanchi di essere definiti ancora “guardie”, dentro un “luogo di costrizione”, migliorato nel tempo, che deve però proseguire nella sua evoluzione diventando quel “luogo di cura” immaginato da uomini illuminati, o semplicemente umani, già tanto tempo fa…

Odi et amo (troppo)

Non si può vivere solo amando o solo odiando e basta. Una mente sana è in grado di provare tutto il range possibile di amore e odio, a seconda di ciò che le succede… ma è anche in grado di fermarsi al solo pensiero (o alla carta, alla musica, la tela del pittore…) Come Catullo, si può benissimo sentire di amare una persona, o odiarla, o entrambe le cose insieme. È assolutamente normale. (Senza odio non sapremmo cosa amiamo; da millenni l’uomo sublima le passioni più nere attraverso l’arte; l’arte non uccide nessuno). Ma tra il dire e il fare, si sa, c’è di mezzo l’a-mare…

Donne e islam: la gender jihad

I cambiamenti sono lenti perché il movimento delle donne nel mondo islamico è diviso tra femminismo islamista da una parte, e femminismo laico e islamico, dall’altra, è diviso cioè tra donne che credono nella complementarietà di genere e quelle che credono nell’uguaglianza di genere. Quest’ultime portano avanti una “Gender Jihad” che cerca di salvare le donne, anche, dalla povertà.

Donne e islam: “divorzio all’islamica”

“Non è cosi semplice affermare che sia l’Islam a portare arretratezza alle donne, la questione è molto più complessa”. Le storiche della Sis si sono incontrate, come ogni anno, presso la Casa Internazionale delle Donne, per discutere di attualità e storia, insomma come si è arrivati a oggi partendo da ieri. Nell’istruzione, nel lavoro e nella politica si sono registrati importanti passi avanti. “Ma ancora poco si sta facendo per quanto riguarda il Diritto di famiglia islamico, insieme religioso e tradizionale, conservato dalla maggior parte dei Paesi musulmani, e che “sicuramente mantiene molti elementi discriminatori nei confronti delle donne”…

“È tutto un equilibrio sopra la follia” : i media (2)

La follia non si sa bene cos’è e per questo fa paura, allora l’informazione ha un ruolo fondamentale: è in fondo più possibile di ieri che dalla follia come “atto sconsiderato” si possa pensare anche all’anticonformista stay foolish (“rimanete folli”) di Steve Jobs. In ogni caso, come diceva Freud, “la follia è dentro la vita quotidiana” ed è dannoso fare finta che non sia così…

Le ragioni del Nì

Stavolta il quorum non è necessario (perché il referendum del 4 dicembre è confermativo), significa che sulla Costituzione si potrà decidere anche in 3 persone. Perché, tra accozzaglie da Sì e accozzaglie da No… che ne è delle accozaglie da Boh? Tutti quegli italiani indecisi che magari alla fine non voteranno? E non solo perché non hanno capito una benemerita riguardo la riforma (e non certo per colpa loro)…

“È tutto un equilibrio sopra la follia” : la psichiatria (1)

"L'equilibrio sopra la follia" di Juanita Capogna, artista di Bari

“Facciamo due chiacchiere? Di sicuro una cosa che si dice degli psichiatri è che sono persone a cui non mancano le parole…”, commenta scherzosamente Claudio Mencacci, presidente della Società di Psichiatria. Ma le parole, soprattutto in italiano, hanno molti sinonimi e più sfumature, tanto che per la gente “il folle è più pericoloso del matto, che fa più simpatia…”