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aLRinaldi

aLRinaldi has written 101 posts for StereoType Magazine

Sostenere l’arte, da Mecenate al crowdfunding

Ce l’abbiamo tanto con “i ricchi”, ma bisogna prendere atto che “perfino” loro hanno un ruolo positivo per tutta la comunità. Basti pensare al sostegno che hanno sempre garantito all’arte, dall’antica Roma a oggi. Certo, la logica dei soldi, anche in questo settore, sembra prendere il sopravvento sempre di più. D’altra parte il talento artistico è qualcosa che non si può nascondere e l’importante è quello: che si faccia vedere, da qualsiasi “fonte economica” provenga… Continue reading

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The fried beetle (or methods for combating “alien species”)

Along the railways, from bananas and vegetables boxes, exotic insects like various kind of beetle, seedlings or tropical seeds, more rarely spiders, reptiles and other subjects… continually fall down. They are the so-called “invasive alien species” that would have contributed almost 40% of all extinctions in the world. In Roma we’re having for years “alien” parrots, squirrels, snakes, mosquitoes and the terrible red palm weevil… Continue reading

Lo stereotipo del Tempo

Come immaginate il tempo? Come una retta? O come un cerchio? Quasi tutta l’umanità è portata a pensare al tempo in modo lineare… ma in realtà il tempo è circolare. Continue reading

Donne, l’eterna lotta tra “sante” e “puttane”

Era ora che le donne insorgessero contro le molestie (anche) nel mondo dello spettacolo! Ma come al solito, quando il dibattito su importanti questioni sociali va a finire sui media – e ci finisce sempre – tende a sfuggirci un po’ di mano. Quello che conta, tra troie e leccatine, è che “la prevaricazione dell’uomo sulle donne” è un fatto vecchio come il cucco, e non solo nel cinema, ma ovunque, dalla politica alle mura di casa, e oggi per la prima volta molte donne lo stanno facendo sapere a tutti. Questo processo porterà anche a falsità ed esagerazioni, ma dov’è il beneficio di vivere in un mondo facendo finta che le cose vadano diversamente? E perché la violenza sulle donne è (ancora) accettabile? Continue reading

Waiter, there are many flies in my soup!

Eating insects. Surely it’s a disgusting picture for most of us (Europeans). In fact, we tend to undermine them and judge “backward” the societies that (still) eat them. (Pre) judgments that might come from those who consume animals that can suggest the same disgust, such as snails, oysters, prawns and shrimps… Continue reading

Molestia, violenza… non è proprio la stessa cosa

Il primo dato che colpisce, in questo effetto valanga di cronache, e opinioni sulle cronache (Weinstein, Hoffman, Spacey e le “molestie” di Hollywood sulle sue attrici…), è l’intercambiabilità della parola “molestia” con la parola “violenza”. Quando sono ben diverse – “le parole sono importanti” gridava un esasperato Nanni Moretti in Palombella rossa. Le molestie sono sì fastidiose, ma sono molestie, appunto, “un disagio, un disturbo, una noia”. Altra cosa è la violenza, “un danno, un abuso di forza fisica, una costrizione, un’oppressione, l’obbligo a cedere la propria volontà”. Ciò non toglie che una molestia può diventare violenta, se fatta in determinati contesti… Continue reading

“Il razzismo è negli occhi di chi guarda”

Non ha veramente senso prendere la foto di una bambina che sorride, con indosso una maglia sportiva, per insultare qualcuno. A maggior ragione se questa bambina è Anna Frank, una ragazzina quando diventò, suo malgrado, una delle più grandi scrittrici del Novecento… Continue reading

The vir(tu)al democracy disorient us

One of the first and coolest stand up comedian in Italy talks about “a disoriented train of life, the confusion created today by a virtual and viral form of democracy we were not prepared for: there’re so many opportunity of expression offered by technology. 7 billion people, suddenly, speak, express opinions, and add information. The result is an agglomeration of contradictions that ends up disorienting us”. Continue reading

Non c’è arte senza noia

Noia, ozio, attesa, lentezza, incertezza… non sono parole dal grande appeal. Anzi, ci inducono un certo fastidio al solo pensarle, una sensazione che però era sconosciuta ai nostri antenati. O almeno a molti di loro. Vale per tutte le cose del mondo: anche ciò che diamo per scontato non lo è mai per sempre. E la prova è che perfino alla naturalezza di sentimenti, sensazioni e occasioni, l’uomo è stato in grado di dare significati diversi che sono cambiati e cambieranno ancora col tempo… Continue reading

Fairy tales are not for children

“Let’s start from here: fables were meant for adults, not for children. In fact, they were very rough, also ironic, but above all moralistic, stories that adults told other adults to admonish them”… Continue reading

Stalker, vecchia storia nuova tecnologia (2)

Partendo dal presupposto che non è la rete ad aver creato la frustrazione della gente, in questi anni 2000 stiamo di certo imparando che la tecnologia crea spartiacque importanti a cui è necessario abituarsi. È vero che internet ti può piazzare in un attimo sotto gli occhi di tutti, ma è anche vero che oggi gli occhi dimenticano presto quello che vedono. Perché ormai vedono troppa roba. E perché è importante acquisire un certo distacco per non uscirne pazzi (e difendere la propria privacy con un pizzico di paranoia). Essere cyberbulli riguarda i giovani, essere stalker gli adulti. (Di solito). Continue reading

Cyberbullismo, vecchia storia nuova tecnologia (1)

Partendo dal presupposto che non è la rete ad aver creato la frustrazione della gente, in questi anni 2000 stiamo di certo imparando che la tecnologia crea spartiacque importanti a cui è necessario abituarsi. È vero che internet ti può piazzare in un attimo sotto gli occhi di tutti, ma è anche vero che oggi gli occhi dimenticano presto quello che vedono. Perché ormai vedono troppa roba. E perché è importante acquisire un certo distacco per non uscirne pazzi. Il cyberbullismo mette alla prova i più giovani, lo stalking gli adulti. Di solito… Continue reading

Strega, premio “editoriale” dal 1947

Premio Strega. Ha vinto Cognetti. Che sopresa per noi mortali, appassionati di libri! Ma gli “addetti ai lavori” lo sapevano da mesi… perché mantenere un Premio che ogni anno è già deciso, e va più alla (grossa) casa editrice che a libro e autore? Continue reading

You don’t have to be happy (by force)

How many stereotypes do you face in Inside Out? First of all, “in life you have to be happy”. When ever. In life, at best, you have to aspire to happiness, but if bad things happen, and they happen, it’s really useless, damaging, suppressing what they make us feel… Continue reading

Le libertà della stampa (2)

In Europa si parla sempre del potere che mette a tacere i giornalisti – cosa vera, grave e diffusa. Al contempo non si parla mai (se non in zona Cinquestelle con i soliti toni generalizzanti), dei tanti giornalisti corrotti (perlomeno da un punto di vista professionale) che di fatto non forniscono una visione oggettiva del potere. Giornalisti, insomma, che si prendono delle libertà che ovviamente hanno degli effetti a caduta su intere popolazioni… Continue reading

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