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aL Rinaldi

Purché si scriva.

Il dispotico smartphone

Recentemente mi è capitato di passare da una nota marca di cellulare a un’altra nota marca di cellulare e le differenze si sono fatte sentire. Ma non su ciò che mi aspettavo: tecnica e “pulizia”, quanto sul suo insito e sottile “dispotismo”…

Colleferro, Willy e come tutto cambia dalla realtà alla cronaca

“Colleferro non è un deserto culturale, né un paradiso terrestre”. I cittadini non accettano definizioni distorte, perché è vero che oggi offre molto di più rispetto a pochi anni fa, ma in questo senso non può nemmeno essere descritta come una città che ha tutto e dove è particolarmente piacevole vivere. Colleferro è una città nata intorno all’industria, e come tutte le città che sono nate intorno alle industrie, il “bel vivere” non è stato la priorità. La produzione pare debba richiedere sacrifici e Colleferro ha percorso tutta la strada della floridezza e decadenza, di cui molti si approfittano in termini umani e ambientali… ma 5 anni fa qualcosa era già cambiato. La Colleferro che ha fatto da scenario alla tragica fine di Willy (e nuove cronache) era già una città diversa…

Portugal, european champion in fatalism (1)

“A lot of stereotypes from many European countries come to mind, but I have total emptiness on Portugal and the Portugueses,” an American guy comments on Reddit (social news site). To this a Spaniard replies as someone who knows a lot: “the Portugueses are rather sad, pessimistic and melancholy. These traits are represented in the typical musical style of Portugal, Fado, and in the word ‘saudade’ which has no translation in any other language”. Well, at least in Italian it can be translated into “nostalgia”. On the other hand, you know, another classic is the “clash of opposites”, between Portugal and Spain. (Like Italy with France). So much that the Portugueses says the Spaniards are fun, energetic and proud, with a tendency to raise the voice. While the Spaniards believe that Portuguese are reserved, indecisive and nostalgic, in fact, with a tendency to fatalism. “Fado” comes from the Latin fatum and means “destiny”…

La questione della moralità nel giudicare le donne

Questa storia racconta una dinamica ricorrente da centinaia di anni, se non millenni. Da ieri a oggi i nomi che vengono in mente possono essere infiniti: Maria Montessori, Marie Curie, Louisa May Alcott, Indira Gandhi, Jane Austen, Irena Sendler, Rita Levi-Montalcini, Agatha Christie, Virginia Woolf, Hedy Lamarr, Emmeline Pankhurst… praticamente tutte non hanno avuto vita facile nelle loro carriere, e solo perché donne. E tutte furono in qualche modo colpite nella loro presunta “amoralità”. La dinamica non è molto diversa nemmeno oggi…

Sempre più esposti, sempre più guardoni

E’ comune, come essere umani, “essere colpiti da ciò che più colpisce”, come l’odio o la violenza. Soprattutto se arriva da dove non ti aspetti. Di solito questo “shock” è il motore di azioni contrapposte. Ma che dire di questa ipertrofia della visione che sembra portarci all’immobilismo di fronte a ciò che vediamo, anche in caso ci fosse bisogno del nostro aiuto? Che ci sta succedendo, in generale, come umanità? La lotta contro la violenza si combatte insieme, non solo a parole o video, manifestazioni o vandalismo, ma agendo sul momento, anche con piccoli gesti che possono diventare salvifici. Le manifestazioni fanno capire che siamo tanti, ma solo le azioni puntuali rivelano che non resteremo più a guardare…

Floyd e gli altri: se c’è il video (forse) avrai giustizia

Da qualche giorno la polizia di Los Angeles è di nuovo nel mirino per un fatto legato all’omicidio di George Floyd. Un poliziotto ha denunciato, in forma anonima e dentro il dipartimento, la circolazione di un biglietto da San Valentino che riportava l’immagine di Floyd con su scritto “You take my breath away”. Una frase che anche in italiano rende perfettamente il doppio senso che si voleva suggerire: “Tu mi togli il respiro”. Sappiamo che si può fare ironia su tutto. Ma ci sono 2 regole importanti quando si affrontano argomenti delicati come un omicidio: 1 il tempo che è passato 2 chi fa l’ironia su chi. Questo è solo un altro tassello di infamia, un’altra prova che non c’è rimorso, né empatia, né pentimento. Anche se non tutti i poliziotti la pensano così, permane l’omertà richiesta dalla corporazione. In ogni caso, di mezzo, c’è sempre “l’immagine”…

Polonia, “povera” ma bella

Le mura rosse del Barbacane di Varsavia (febbraio 2016 StereoType Mag)

“Gli stranieri spesso hanno un’immagine della Polonia come di un povero Paese di stile comunista, in cui fa sempre freddo e dove gli orsi polari passeggiano per le strade”, scrive StayPoland. In particolare “i polacchi sanno poco le lingue” e “si lamentano in continuità”; “ai polacchi non piacciono gli stranieri”, ma in compenso “piace la vodka”; infine “in Polonia i crimini sono all’ordine del giorno”. Tutti stereotipi! Che come tali hanno del vero e del falso e, soprattutto, potrebbero essere appiccicati a molti altri Paesi o categorie. Tutt’altra storia è farci un viaggio dentro, anche breve, anche “turistico” (nel senso, davvero ti perderesti il Colosseo la tua prima volta a Roma?), ma curioso di conoscere e aperto. La maggior parte delle volte basta non chiudersi nelle pizzerie… altrimenti, che senso ha viaggiare?

Femicide, men used to hate women

pugno cuore

We can guess that (almost) all of us went through this at least once in our life. It might not strictly a violence, but maybe a boyfriend a little too “jealous” (not to say “possessive”), a husband who checks your email, the one who likes making scenes in the middle of the street, the ex who calls you a thousand times to find out where you are, the half unknown who has decided to skulk outside your house…

La Polonia (e l’Europa) contro l’aborto

Photo by Zuza Gałczyńska on Unsplash

La Polonia fa parte dell’Unione Europea dal 2004, ma già dall’anno successivo, a leggere i fatti, il progetto comunitario rischiava il naufragio. Dagli anni ’90 governi di centrodestra e centrosinistra avevano «consolidato le strutture democratiche e creato un’economia di mercato», finché la spinta decisiva all’ingresso in Ue arrivò dalla sinistra, come accadde in Italia. Il problema era il lascito di una «forte disoccupazione» con pesanti «tagli ai servizi sociali» che hanno portato in breve tempo a una virata di governo prima conservatrice, e poi sempre più euro-scettica e nazionalista…

Kajillionaire, the scam (of feelings) is in the family

kajllionaire

She makes one movie every 5 – 10 years, but when it comes out… she strikes again: Miranda July with her third feature film “Kajillionaire”, presented for schools at the Rome Film Festival. In Italian it is presented with the addition of the subtitle “La truffa è di famiglia!”, (“The scam is in the family!”), trying to put a meaning next to a word that has none even in English… pure American slang to indicate “someone absurdly rich”. After billions and trillions, only the “ka-jing” sound from the comics remained! It could be heard when the old cash registers were opened…