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aL Rinaldi

Purché si scriva.

Master of the universe, uomini che si prostituiscono alla finanza

“Prima o poi ci sarà il collasso, e allora si dovranno inventare qualcosa”. Nel nuovo documentario  di Marc Bauder premiato a Locarno, Master of the universe, Rainer Voss, ex operatore finanziario “spietato” […]

#nicolametticilafirma 📣 Per salvare il Lago Bullicante ex Snia e la straordinaria oasi naturale che lo circonda, c’è bisogno di una firma su un decreto ✍🏻 una firma che Nicola Zingaretti Presidente […]

Il Pride di Bologna e il suo orgoglio

Giugno è il mese del (Gay) Pride. Ormai viene accorciato. Accogliendo molti più “generi” di quelli immaginati in un primo momento, durante quel primo “ultimo sabato del mese” del 1970 a Chicago. Definito come una “manifestazione pubblica” ormai internazionale “per l’accettazione sociale e l’auto-accettazione delle persone omosessuali e il riconoscimento dei relativi diritti civili e legali”… il Pride è da sempre aperto a chiunque…

Sheila Ribeiro, arte che invita al “non-dominio sulle cose”

Ci sono mostre, e mostre. Arte molto estetica, senza contenuto. O tanti contenuti, senza arte. Quella dell’artista brasiliana / canadese (e molto italiana) Sheila Ribeiro, classe 1973, riesce a combinare entrambi nella sua prima collaborazione con la galleria PostmastersROMA. Diretta da Paulina Bebecka e Eugenia Carabba, è la filiale romana della newyorkese PostMasters. Un forte impatto estetico, con un ancor più forte contenuto, a cui bisogna dare il giusto tempo di emergere fino alla fine della sua profondità…

…also because you die! (2)

In recent years, even skeptics are starting to see the effects of global warming. Desertification, floods and hurricanes, diseases, melting ice… Even if, in such a context, denial is still present. In 2015 ¼ of Americans did not believe in climate change. But we could speak of indoctrinated people. They partecipate in conferences organized by the directly “interested in the ‘pollution’, or rather the oil and coal industries. As shown by a Vice investigation into ‘The rising oceans’. Among this minority of “deniers of the obvious”, we also had to resist the former President Trump. In one fell swoop, has made all the efforts by Obama useless. At least ,”most Americans today (62%) say that climate change is affecting their local community either a great deal or some”, but we think that the discussion here is deeper: we are talking about to die or survive…

Environmental issues are not boring… (1)

Over time, environmental issues have been stereotyped a lot. Perceived as very secondary, almost useless. Apart from a few “green” fanatics. In the news they always reach the bottom, in the working world they are seen as marginal occupations, in daily life no weight. The sun, the moon, the sky, everything is still there as we have always seen it. At the end. These themes can attract compassion or mockery. At best a certain boredom… until something has been changed. Or not?

Romics, dai Millennials alla Generazione Z

Dopo ben 27 edizioni la 2022 è stata la prima al Romics per StereoType Magazine. Ormai storico festival romano e internazionale, dedicato a fumetti, animazione e videogiochi. A direzione femminile da almeno 10 anni. Fermi come siamo a vecchi fumetti “occidentali” e vecchi cartoni giapponesi, per capirci qualcosa di questa nuova ondata (molto più coreana) ci siamo fatti accompagnare da un’amica che l’ha seguito fin dalle prime edizioni + 3 esperti d’eccezione… i nipoti !

Se i proverbi se la prendono (solo) con le donne

La maggior parte dei proverbi italiani nascevano con l’intenzione (tutta maschile) di “sminuire”, alla meglio “deridere” le donne. Considerate appartenenti al “sesso debole” e per lungo tempo anche prive di qualsiasi virtù. Proverbi che ancora vengono in parte utilizzati. Oltretutto oggi si assiste alla pericolosa e triste tendenza a censurare e moralizzare il passato. Forse il punto non è tanto censurarli, ma riderci su. E magari arricchendo il futuro di nuovi proverbi per le donne, inventati dalle donne…

Il dispotico smartphone

Recentemente mi è capitato di passare da una nota marca di cellulare a un’altra nota marca di cellulare e le differenze si sono fatte sentire. Ma non su ciò che mi aspettavo: tecnica e “pulizia”, quanto sul suo insito e sottile “dispotismo”…

Julian Assange e l’arte: perché punire chi è sincero?

C’è un’arte che è attivista, buca il silenzio e si schiera a difesa di Julian Assange. Essa si chiede: è davvero accettabile essere puniti per aver detto la verità? E come se tutto questo non ci riguardasse? Al Millepiani, spazio coworking di Roma, un incontro tra “artisti-attivisti” ha cercato di fare il punto su una situazione ormai al limite della democrazia…