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Gabriele Santoro

Without order nothing exists, without chaos nothing evolves

Breve storia del sapone

Nonostante il sapone sia talmente di uso quotidiano da essere dato per scontato, ha un’origine antichissima e di gran pregio. I primi saponi fanno l’apparizione già tra i Babilonesi, circa tre millenni prima di Cristo…

Il pipistrello non è “untore”, ma “antivirus”

Che fossero visti come demoni, divinità o supereroi, i pipistrelli non sono mai stati considerati con indifferenza. E anche l’approccio puramente scientifico (a volte antropocentrico) non li valuta neutrali. Per l’utilità nello sviluppo dell’agricoltura, essendo in grado di impollinare anche a grandi distanze, per la difesa dalle zanzare (possono mangiarne anche un migliaio a notte), ora anche come “antivirus” naturale. Ma, giustamente, alle sue condizioni…

When Allah became a man (according the Nation of Gods and Earths)

Idolatry is the first sin for Islam, whoever commits that can’t even define himself a real Muslim. Representation of the deity is strictly forbidden, because his morphology can’t be known: none can perceive it, only imagine it, risking to have a misleading idea. Plus, that would make lose the sense of a mystical mystery. But there is a less known branch of Western Islam which actually gave flesh and humanized Allah…

Nuovi media, vecchie criticità

howard beale, protagonista di quinto potere

Siamo abituati a pensare che internet prima e i social network poi abbiano rivoluzionato e democratizzato il mondo dell’intrattenimento e dell’informazione, rendendo obsoleto ogni altro media antecedente. Ovviamente non è così, non del tutto almeno. Perché se il mezzo è certamente più rapido e capillare, le dinamiche alle spalle sono grosso modo sempre le stesse…

Arpad Weisz, dallo scudetto ad Auschwitz

matteo marani arpad weisz dallo scudetto ad auschwitz

Nel 2002 Enzo Biagi, da vecchio tifoso del Bologna che ne aveva viste tante, si chiede più o meno: “che fine ha fatto Arpad Weisz? Era molto bravo, ma anche ebreo, chissà com’è finito”. Il quesito viene raccolto da un altro giornalista bolognese, Matteo Marani, che decide di mettersi sulle tracce di un grande personaggio del calcio anni ’20 e ’30. Le notizie su Weisz si fermano a un certo punto, praticamente alla promulgazione delle leggi razziali firmate da Mussolini il 7 settembre 1938, che impongono agli ebrei stranieri presenti in Italia da dopo il 1919 di lasciare il Paese. In quel momento Weisz è all’apice della carriera…

Beard trends through History

beard styles

The symbolism assumed by the beard affected trends and fashion throughout centuries. Growing one could have been seen as a sign of poverty like in ancient Egypt, of rebellion like during the Italian Risorgimento or of a lack of hygiene like during proto-Christianity. The Roman emperor Julian the Apostate even wrote a satire against the beard detractors (Mispogon)…

Zalone, Pavone e quella perenne aria di derby

L’Italia repubblicana si è sempre spaccata a metà (circa) su tutti i grandi temi socio-etico-politici, dall’appartenenza all’area atlantica (NATO), ai referendum su aborto e divorzio, via via scadendo allo spinoso tema dell’agnello pasquale. Il dialogo costruttivo è pura utopia, il dibattito è cristallizzato su posizioni rigide con poche possibilità di convergenze, ma c’è un argomento che più di tutti fomenta gli animi oltre ogni logica: l’immigrazione…

Stati Uniti e Iran, buoni e cattivi non sono nel copione

iran usa

In meno di 70 anni il ribaltarsi dei rapporti tra Iran e Stati Uniti, la tessitura di trame contorte, la volubilità degli attori in gioco ha tenuto e continua a tenere il mondo in apprensione. Ma ha anche evidenziato la validità del legame causa-effetto, così come l’assurdità del mantenere posizioni rigide a favore dell’una o dell’altra parte, a seconda dell’ideologia o del nazionalismo. Ché la divisione tra buoni e cattivi, nella maggior parte dei casi, si adatta più a Topolino contro Gambadilegno…

Gli anni del Male

“Il nostro obiettivo non era scrivere su un giornale qualsiasi, ma falsificare qualsiasi giornale”, spiega Angelo Pasquini. “Intendo il linguaggio giornalistico. Falsificare qualcosa che è già di per sé un falso, un’illusione. Sovvertire la realtà, per qualche ora o qualche giorno, il sogno di ogni autore satirico. Un sogno allegro e manicomiale. Era un’epoca di estremismo e il nostro era un umorismo estremo”…