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Anni Interessanti, l’Italia 1960-1975

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Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’Italia è un Paese da ricostruire, sia in senso letterale che sociale, politico, economico. Sono anni in cui alle enormi difficoltà oggettive si risponde con entusiasmo e voglia di ripartire.

Grazie anche al Piano Marshall, l’Italia si avvia verso il boom economico degli anni ’50 e ’60. Le Olimpiadi di Roma 1960 rappresentano un momento di ottimismo e sviluppo che trascende lo sport. Sono anni ferventi per la musica, lo spettacolo e l’avanspettacolo (o cabaret), l’industria e la manifattura, le infrastrutture e i trasporti.

Milano, 1973, la crisi energetica del petrolio porta a frequenti blocchi del traffico. Si rimedia con dei monopattini

Anni Interessanti

Ma non sono anni facili e spensierati, nonostante la più che comprensibile voglia di leggerezza dopo il conflitto mondiale. Perché al progresso economico non si accompagna un’adeguata crescita sociale. La Democrazia Cristiana comincia a guardare al Partito Socialista, dopo il fallimentare esperimento del governo Tambroni, appoggiato dal Movimento Sociale Italiano. Ma ancora le sperequazioni sono evidenti. Tra Nord e Sud, uomini e donne, città e campagne, operai e ceto medio.

Sono anni contraddittori ma certamente “interessanti”. La mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere prende in prestito il titolo dell’autobiografia dello storico e scrittore britannico Eric Hobsbawn. “Anni Interessanti” racconta, attraverso 124 scatti e documenti audiovisivi, la voglia dell’Italia di darsi un’identità moderna tra il 1960 e il 1975.

L’esposizione, che proseguirà fino al 16 ottobre, propone le migliori fotografie dalle agenzie VEDO e DIAL, dagli archivi Luce, Publifoto e Farabola.Ai grandi reportage di Gianni Berengo Gardin, Pino Settanni, Carlo Cisventi, Caio Mario Garruba, si affiancano le “paparazzate”, che catturano l’estetica e il costume.

Il ruolo della fotografia nell’informazione

L’audiovisivo è ormai esploso, il cinema vende qualcosa come 800 milioni di biglietti l’anno. La stampa usa sempre più fotografie per raccontare le notizie. Ma il lavoro del professionista passa in secondo piano, ad essere citata è sempre e solo l’agenzia. Il processo per il riconoscimento lavorativo è ancora lungo e tortuoso.

Stilisticamente, si fa strada una diversa prospettiva fotografica, costruita, ma più vicina agli spettatori di un evento. L’atleta che taglia il traguardo, lo striscione in prima linea di un corteo, il cantante al microfono, le autorità in visita, i paesani dell’Italia rurale. Diventano tutti grandi classici iconografici.

Il ’68

La fine del decennio è accompagnata dalle grandi battaglie femministe, studentesche e sindacali. La giovanissima Franca Viola è la prima a rifiutare il matrimonio “riparatore” e lo stupro finalmente diventerà un delitto contro la persona e non contro la morale. Nel 1970 viene approvato il nuovo Statuto dei Lavoratori. A breve sarà modificato anche il diritto di famiglia e, grazie ai referendum, saranno difesi il diritto all’aborto e al divorzio.

Purtroppo iniziano anche a sovrapporsi movimenti estremisti reazionari. Nel 1969 esplode una bomba al padiglione FIAT della Fiera di Milano. A dicembre, sempre a Milano, avviene la strage di piazza Fontana, 17 morti. È il preludio alla strategia della tensione e agli anni di piombo.

Terrorismo anni ’70 e cambio d’epoca

Il terrorismo, ormai sia di destra che di sinistra, cambia lo spirito generale dell’Italia, rendendolo meno speranzoso e più preoccupato. L’omicidio di Pier Paolo Pasolini del 1975 e soprattutto il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro di tre anni dopo segnano uno spartiacque. È il discrimine tra stagioni, modi di vivere, forme di rappresentazione del Paese.

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