Politics

La terza onda, come cadere facilmente nell’omologazione

Terza onda documentario

Copertina di presentazione di un documentario sulla Terza Onda, l’esperimento scolastico portato avanti da Ron Jones nel 1967

Gli anni ’60 sono stati un periodo di forti cambiamenti sociali, spinti da movimenti studenteschi, operai, femministi o artistici, come i Provo in Olanda. O di afroamericani, come nel contesto ancora segregazionista degli Stati Uniti, dove si aggiungevano anche le proteste alla guerra del Vietnam.

In questo quadro generale, si inserisce l’esperimento del professor Ron Jones.

Ron Jones ha ventisei anni e insegna Storia al liceo Cubberley di Palo Alto, in California. È un professore molto apprezzato dai suoi studenti, perché è in grado di stimolarli, trasmettergli curiosità, senso di analisi, energia. È uno di quegli insegnanti che non si limita alla lettura superficiale dei libri di testo, vuole approfondire, focalizzarsi su aspetti particolari.

Quando arriva il capitolo sulla Seconda Guerra Mondiale, Jones pensa di soffermarsi sull’aspetto che nell’immaginario collettivo è certamente il peggiore, per pianificazione, numeri e tempistiche: l’olocausto. E sulle domande che un po’ tutti si saranno posti, come è stato possibile lasciarlo accadere? Come si sarà sentita la popolazione tedesca durante il Terzo Reich?

È inizio aprile del 1967 e Ron Jones propone ai suoi alunni un esperimento, in teoria di un solo giorno, inculcare la disciplina più ferrea nella classe. Scrive sulla lavagna “forza attraverso la disciplina” e spiega ai ragazzi come si va al proprio posto entrando in aula, come ci si siede, come si segue la lezione. Il tutto con Wagner in sottofondo, per entrare meglio nel clima.

gioventù hitleriana

Wikipedia, una foto della Gioventù Hitleriana

Piano piano la classe si uniforma, impara i movimenti, li esegue a ripetizione sempre più in silenzio e sempre più velocemente. C’è un senso di unità, di compattezza, di uguaglianza, niente più primi della classe che trascinano gli altri, perché tutti devono obbedire all’autorità del professore e stare zitti. C’è anche un ricatto, o ricompensa, a seconda del punto di vista. Chi esegue gli ordini avrà il massimo dei voti.

Sarebbe dovuta finire lì. Esperimento, dibattito sui totalitarismi e lezione imparata. Invece Jones decide di andare avanti, sorpreso dagli esiti di quel primo giorno.

Confermati ogni oltre aspettativa nel secondo giorno, quando trova gli studenti già tutti in classe seduti composti, senza quel classico chiacchiericcio da scolaresca. Ha iniziato a plasmare il gruppo e il focus che ne segue è proprio sulla comunità, “forza attraverso la comunità” è lo slogan del giorno. Comincia ad esaltare i valori della collettività, dei legami, della condivisione di una causa comune, tutte cose su cui non si può controbattere – finché si resta nella giusta misura e non si arriva a sentirsi migliori, esclusivi, prescelti.

A quel punto bisogna trovare un simbolo identificativo. Si sceglie “la Terza Onda”, non per riferimenti al Terzo Reich, ma perché nel surf la terza onda è quella più forte, quella più attesa. Di conseguenza, il saluto sarà una mano a conchetta, proprio a rappresentare un’onda. Jones sceglie anche tre studenti, gli dà un grado speciale, una X rossa su un tesserino, in cambio dovranno riferire su tutti quelli che violano le regole, compresa quella di non parlare a nessuno al di fuori della classe dell’esperimento. Ha la sua “Gestapo”.

onda strasser

Il libro di Todd Strasser “L’onda”

Ma evidentemente qualcuno avrà pur parlato dell’onda, perché sempre più studenti iniziano a seguire il corso del professor Jones. Il gruppo si cementa, unisce tutti su un livello paritario, emarginati e bulli, bravi e meno bravi, le differenze vengono azzerate. Anche qui, va tutto bene finché non ci sono omologazione e uniformità appiattita.

Il terzo giorno la parola d’ordine è azione, “forza attraverso l’azione”. Ok disciplina e comunità, ma poi bisogna pur fare qualcosa. Iniziano reclutamento verso l’esterno e allontanamento di chi fa troppe domande, minacciato di prendere voti bassi. Non è più solo un gioco, c’è una mini caccia alle streghe, anche se a livello inconscio, e aumentano gli screzi fra gruppi contrapposti.

Quarto giorno, è “forza attraverso l’orgoglio”. Jones fa credere che il movimento si sia espanso in tutto il Paese, pronto a inserirsi come terza forza tra repubblicani e democratici. E che il giorno dopo ci sarà un grande raduno nazionale, di fatto il gran finale dell’esperimento.

Jones allestisce l’auditorium come se ci fosse davvero un evento. Ingaggia degli amici con macchine fotografiche e cineprese per simulare una massiccia copertura mediatica e porta un televisore che mostrerà il leader della Terza Onda. Ci sono circa 200 persone, gli alunni sono più che raddoppiati rispetto al primo giorno e dimostrano alla finta stampa tutto ciò che hanno imparato, slogan, movimenti, coordinamento.

Finché Jones accende la TV per presentare il capo del movimento, ma non c’è niente, solo il grigio sfocato dell’assenza segnale. I ragazzi sono spaesati, peraltro lasciati soli da Jones che nel frattempo è sgattaiolato via dalla porta sul retro. Non sanno che pensare. Jones torna con due amare verità: non c’è nessun movimento, quindi nessun leader; non sono migliori di chi ha aderito al nazismo.

Dalla TV partono le immagini delle dimostrazioni collettive della gioventù nazista, certamente più scenografiche di quelle di Jones, ma basate sugli stessi presupposti manipolatori. Erano tutti così accecati dalla voglia di essere accettati dal gruppo, di fare parte di qualcosa che li valorizzasse (ma in realtà li sminuiva individualmente), dal voto finale, che nessuno aveva colto il parallelo per tutta la settimana.

Ron Jones verrà costretto ad abbandonare la cattedra. Si è chiesto più volte se abbia fatto bene a spingersi così oltre, alla fine qualcuno avrebbe potuto veramente farsi male, vista la tensione tra studenti in quei giorni. Ma è anche vero che solo con la teoria i ragazzi non avrebbero appreso così bene la lezione.

l'onda film

Una scena del film L’Onda, trasposizione tedesca dell’esperimento californiano

Infatti, hanno raccontato gli ex alunni di Jones nei vari servizi e documentari, le persone esterne che venivano a sapere dell’esperimento non capivano realmente come avessero fatto a cadere nella trappola, a non farsi domande, a non capire le similitudini, a non ribellarsi. Ma è proprio quello il pericolo del totalitarismo, far scivolare subdolamente verso il consenso dettato dalla propaganda e dalla protezione data dal senso di appartenenza. L’uso della forza da solo non basta.

L’esperimento è stato mostrato a scopo educativo in tutto il mondo – Germania in testa, dove il libro L’Onda di Todd Strasser del 1981 è stato usato come testo didattico nelle scuole. Più recentemente (2008) ne è stato tratto l’omonimo film, trasposto in chiave tedesca contemporanea anziché nella California anni ’60.

Dopo la Cubberley, Ron Jones si è trasferito a San Francisco, dove ha insegnato ai disabili fisici e mentali.

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