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Kissinger e la diplomazia nello sport

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Una vignetta sulla “diplomazia del ping pong”, ispirata da Henry Kissinger che capì il potenziale dello sport nelle relazioni internazionali

Con “diplomazia del ping pong” si indicano le partite amichevoli di tennistavolo, prodromo al disgelo fra Stati Uniti e Cina. È l’inizio degli anni Settanta e i due Paesi hanno in comune solo l’astio verso l’Unione Sovietica – condizione sufficiente per i delicati equilibri internazionali.

Sull’argomento si è sempre esaltato il genio politico di Henry Kissinger. Il Segretario di Stato aveva capito l’importanza dello sport nelle relazioni internazionali, ma l’intuizione fu propiziata da un evento casuale.

Cowan perde il bus

Durante i mondiali di ping pong del 1971 in Giappone, l’atleta statunitense Glenn Cowan fu protagonista di uno sfortunato episodio. Attardatosi negli allenamenti con i colleghi cinesi, Cowan si accorge che il pullman della sua squadra è già partito. Il tre volte campione del mondo Zhuang Zedong gli propone allora di salire sul loro pullman. Tanto, gli alberghi delle due squadre sono vicini.

Cowan riceve un regalo dal collega cinese Zhuang Zedong

Internet non è ancora stato inventato (o meglio, non è a disposizione del pubblico), ma la notizia si diffonde all’istante: all’epoca non capitava proprio tutti i giorni di vedere statunitensi e cinesi insieme, in un clima di amicizia. Così, all’arrivo, è pieno di giornalisti e fotografi, che non possono lasciarsi sfuggire l’opportunità di un simile scoop. È lì che Kissinger ha l’illuminazione.

Kissinger, personaggio controverso

Il personaggio è quantomeno controverso, forse il Nobel per la pace più contestato di sempre. Kissinger ha più di un’ombra: la guerra in Vietnam; il ruolo attivo nel colpo di Stato cileno che portò al potere Augusto Pinochet; l’avallo sistematico di interferenze e violenze in tutto il continente latinoamericano (Operazione Condor).

Dall’altra parte, l’abilità diplomatica di Kissinger è innegabile. E a inizio 1972 il presidente statunitense Richard Nixon si reca in storica visita all’omologo cinese Mao Zedong. Zio Sam si impegna a lasciare Taiwan, in cambio la Cina “tollera” la presenza nordamericana nel Pacifico. Ed entrambe prendono l’impegno di vigilare su eventuali scalate di altre potenze (URSS) nell’area.

Kissinger e il calcio

Lo zampone di Kissinger tornerà nello sport dopo un po’ di anni, esattamente nel 1988. Grazie alla rete di rapporti e alla passione per il calcio, otterrà l’organizzazione dei mondiali 1994 nei suoi Stati Uniti. Nella votazione finale battono la concorrenza niente meno che del Brasile, tempio del futebol.

Grande tifoso del Greuther Fürth – squadra della sua città natale – e amico di Giovanni Agnelli che lo inviterà a Torino per vedere la Juventus, Kissinger è un’eccezione negli Stati Uniti, dove l’interesse è rivolto verso tutti altri sport.

Soccer e business

In quel periodo nemmeno esiste un campionato professionistico di calcio, verrà organizzato quasi in concomitanza con i mondiali. Quella parte del pianeta è aliena al soccer, come lo chiamano solo loro, perché lì il football è un’altra cosa.

Sport e spettacolo non sono necessariamente due cose separate. Lo dimostra l’halftime show, l’intervallo nel Super Bowl, finale del campionato di football, che ospita sempre grandi stelle dello showbiz.

Kissinger disegnato sulla copertina del Financial Times

Mondiali spartiacque

I mondiali di USA ’94 non fanno eccezione. Forse sono il definitivo spartiacque tra un certo tipo di calcio e quello moderno. Il torneo è subordinato alla legge dello spettacolo, agli sponsor, ai diritti TV, agli incassi.

I mondiali di Kissinger, che è anche membro del comitato organizzativo, sono un tritacarne che non guarda in faccia nessuno. E la vittima eccellente è un certo Diego Armando Maradona. Diego è il nome giusto per attirare il pubblico locale, abituato (non nel calcio, ovviamente) a nomi di primissimo piano.

Però Maradona è tossicodipendente, sovrappeso e non gioca una partita da mesi. Nessun problema, si ripulisce e dimagrisce in tempi record, il problema è come. Gli vengono somministrati farmaci a base di efedrina, alcaloide dalla struttura chimica simile alle anfetamine. Certo che passare dalla cocaina a una mezza specie di anfetamine non è un grande progresso. Ma circola la voce che a Maradona sarà garantita l’immunità da controlli antidoping.

Diego sedotto e abbandonato?

Ovviamente una cosa del genere non può essere ufficializzata. E se i padri dei mondiali sono Kissinger e il brasiliano João Havelange, presidente FIFA che verrà anche accusato di corruzione, non ci si può fidare. Infatti accadrà l’opposto. Maradona viene sorteggiato per l’antidoping già dopo la seconda partita e sarà squalificato per eccesso di efedrina nel sangue.

Maradona is led to the lab for the anti-doping control after the match Argentina-Nigeria

A vederla in senso complottista, Maradona potrebbe aver pagato le accuse alla FIFA: organizzazione delle partite a orari improbabili, d’estate a mezzogiorno e con un altissimo tasso di umidità; disinteresse verso la salute dei calciatori; sacrificati all’altare dei diritti TV. Il paragone è di quelli pesanti. Diego tira in ballo il circus della Formula1, che ha pensato alla sicurezza dei piloti solo dopo la morte di Ayrton Senna, avvenuta proprio nel 1994.

Henry e Diego

Kissinger e Maradona sono esattamente agli antipodi. Facciata e arte della diplomazia il primo, con annesse trame sotterranee di cui sopra. Totale incapacità di controllarsi, di mediare, di nascondere vizi (e oltre, come le frequentazioni camorriste) il secondo. Ma lo sport può fare molto, quindi perché non far sì che due personaggi così diversi e di totalmente altri mondi possano incrociare il cammino in una piccola pagina di Storia?

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