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La mancata strage nucleare di Goldsboro (come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba)

cartello goldsboro nucleare

La targa che ricorda il pericolo scampato a Goldsboro, per la caduta accidentale di un ordigno nucleare miracolosamente inesploso (1961)

“Contrattempo nucleare”. Il cartello commemorativo a Goldsboro, North Carolina, usa la dicitura “mishap”, traducibile appunto con “piccolo incidente, piccola disavventura”. Qualcosa di minore, insomma. Che sarà mai l’incidente di un B-52 che trasportava testate atomiche. Solo il pericolo di una strage che avrebbe cancellato la cittadina del sud degli Stati Uniti e un bel po’ dei paraggi.

Era il gennaio 1961, il film Il dottor Stranamore sarebbe uscito tre anni più tardi. Nella pellicola di Stanley Kubrick, una tragicomica serie di eventi, frutto di errori e paranoie, fa sì che siano gli Stati Uniti a mettere in pericolo loro stessi e il mondo intero innescando un’involontaria guerra nucleare con l’Unione Sovietica. La guerra fredda sta raggiungendo il suo apice e sul deterrente della bomba atomica si discute molto. Anche al cinema.

I rischi maggiori per gli Stati Uniti però non sono mai arrivati realmente dai nemici più o meno storici, l’URSS appunto, ma anche Iran o Corea del Nord. Hanno fatto sempre tutto da soli e l’incidente di Goldsboro è stato forse l’esempio più famoso.

Il 23 gennaio 1961 un B-52 è di pattuglia lunga la east coast, ma dopo una decina di ore di volo viene riscontrato un problema a un serbatoio, che perde carburante. L’operazione di scarico del combustibile e seguente atterraggio di emergenza non va a buon fine e dalla base arriva l’ordine all’equipaggio di abbandonare il velivolo. Non tutti ci riescono e tre di loro perdono la vita nell’impatto al suolo.

Quel che è peggio è che il B-52 ha con sé due bombe all’idrogeno più potenti di quelle sganciate sul Giappone alla fine della Seconda Guerra Mondiale – anche perché tecnologicamente più avanzate e sofisticate. Mentre l’aereo precipita gli ordigni si attivano, perché i fili che avrebbero dovuto innescarli si strappano. Incredibilmente, nessuna deflagrazione.

floppy silo nucleare

Un floppy realmente usato in un silo con arsenale nucleare, che ha generato polemiche sugli aggiornamenti tecnologici in un settore così delicato

Una delle due bombe si distrugge senza esplodere, l’altra si conficca verticale nel terreno inesplosa come nella migliore tradizione di Wile E. Coyote. Un solo degli strumenti di sicurezza è riuscito ad attivarsi, quanto basta per scongiurare l’ecatombe. Come dirà in seguito il segretario della Difesa Robert McNamara, “per un fatto di due fili che non si sono incrociati abbiamo evitato un’esplosione nucleare”. Se ne verrà a conoscenza dopo 50 anni, con la decadenza del segreto di Stato – Kubrick aveva quindi intuito i pericoli senza sapere di quanto accaduto.

Nel 1980 è stato il turno di Damascus, Arkansas. A pochi km dal minuscolo centro di poche centinaia di abitanti il missile balistico intercontinentale Titan II esplode nel suo silo. Per fortuna non scoppia anche la testata nucleare, anche se c’è voluto un giorno intero per ritrovarla, schizzata via a circa 200 metri dal sito. Un tecnico aveva fatto cadere un piccolo attrezzo, per errore, durante un intervento di manutenzione, danneggiando il serbatoio. La fuoriuscita di liquidi tossici ha messo a repentaglio anche gli impiegati nel silo.

Dopo questo fatto, il governo non ha più potuto tenere nascosti i programmi di sviluppo del nucleare – gli abitanti di Damascus saranno anche stati pochissimi, ma sarebbe stato meglio avvertirli di ciò che accadeva a 6 km da loro.

Ultimo errore (noto) in ordine di tempo è del 2007, quando sei missili caricati con testate nucleari sono stati caricati per errore su un B-52 e portati a spasso per 36 ore senza che ce se ne fosse accorti. I vertici della Difesa hanno minimizzato da una parte e fatto cadere qualche testa dall’altra, con quattro comandanti e tanti altri membri della United States Air Force sostituiti.

Gli Stati Uniti hanno poco meno di cinquemila testate nucleari, immagazzinate in silo in tutto il Paese. Con problemi che farebbero sembrare Homer Simpson meno inetto. Nel cartone di Matt Groening la sicurezza della centrale nucleare dipende da Homer e non è certo il massimo. La realtà non è così diversa.

homer simpson sicurezza nucleare

Homer Simpson, improbabile ispettore della sicurezza nella centrale nucleare. Non tanto peggio di alcuni impiegati reali

Porte rotte, che fanno questi luoghi un po’ meno inespugnabili; impiegati addormentati o che lasciano la porta blindata aperta per farsi raggiungere dai fattorini che consegnano cibo a domicilio; test di abilità non superati o peggio ancora, passati perché erano filtrate le risposte esatte; tecnologie ferme agli anni ’60, con floppy disk grandi quasi quanto vinili.

E ufficiali che fanno figuracce internazionali, come Michael Carey, supervisore di qualcosa come 450 missili balistici internazionali. Il maggiore generale è stato congedato dal ruolo per “misconduct”, cattiva condotta.

In trasferta in Russia, Carey ha saltato incontri, “passato tempo con donne straniere a rischio” (la relazione disciplinare probabilmente si riferisce a rapporti sessuali non protetti), offeso gli ospiti, fatto commenti sconvenienti. Il tutto in un evidente stato di ubriachezza, che lo ha portato perfino a cercare di esibirsi in un locale messicano di Mosca mentre sul palco c’era una cover band dei Beatles.

Il vice ammiraglio Timothy Giardina invece è finito in uno scandalo per aver usato 500 dollari di fiches false al casinò di Council Bluffs, in Iowa.

La questione è seria perché riguarda, oltre alla sicurezza e in mano di chi sia, la spesa pubblica. Negli Stati Uniti l’attenzione a come vengono spesi i soldi delle tasse è maggiore che altrove – l’indipendenza dalla madrepatria Inghilterra è stata per motivi di tasse – nonostante i loro criteri siano particolari (sì agli armamenti, no a scuola e sanità pubblica).

Il costo per mantenere l’arsenale nucleare, riporta l’Ufficio di Bilancio del Congresso, è di 355 miliardi di dollari per il decennio 2014-2023. Dal 1988 la riduzione delle testate è stata massiccia, con 18 mila unità in meno, decremento dell’85% in meno dal 1967. Il dibattito è trasversale e non segue nettamente la divisione politica tra repubblicani falchi e democratici colombe.

È vero che Trump ha ridato importanza al programma atomico, ma il disarmo è rallentato notevolmente già durante l’amministrazione Obama. Mentre a schierarsi contro gli sprechi di denaro pubblico c’è anche il repubblicano Colin Powell, che ha bollato come “inutile” un arsenale che, di conseguenza, rende inutile la relativa spesa.

bomba nucleare dr stranamore

Un fotogramma della scena finale del Dr. Stranamore. Un aviatore precipita insieme all’ordigno nucleare mentre cerca di sbloccare lo sportello e causa la risolutiva guerra atomica con l’URSS

L’intervento del parlamentare Steve Daines sulla necessità di tenere aperti i silo a tempo indeterminato, superando la scadenza fissata al 2021, sarebbe da ridere se non fosse per la gravità del tema. “Mantenere i silo è in realtà conveniente per i contribuenti”, ha detto in aula, “perché ricostruirli costerebbe tantissimo”. In sostanza, bisogna continuare a buttare soldi per un’eventualità remota persino per Colin Powell – uno degli architetti dell’invasione dell’Iraq per distruggere le presunte armi chimiche di Saddam Hussein.

L’emendamento di Daines è passato e gli Stati Uniti restano quindi (metaforicamente ma non troppo) a cavalcioni di una bomba nucleare che precipita, sventolando il cappello da cowboy. Proprio come nell’immagine iconica ideata da Kubrick, fotografia perfetta del passato e del presente del Paese.

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