Gender

Fenomenologia del cesso*

America di Maurizio Cattelan

Una delle più famose toilet al mondo (dopo la “fontana” di Duchamp) è sicuramente quella d’oro a 18 karati di Maurizio Cattelan dall’inequivocabile titolo “America” (2016) qui installata all’interno dei veri bagni del Guggenheim di New York (da smart.sdk.mk)

(*”Cesso” che, tanto per cominciare, non è una parola volgare per riferirsi al “bagno” o alla “toilet“, viene semplicemente dal verbo “cessare” nel significato più antico di “allontanare”, “ritirarsi”)

Poi dice che gli stereotipi non sono ovunque e nonostante questo nemmeno li vediamo. Vi siete mai posti delle questioni sulla vostra tazza? Non parlo di meditazioni mattutine per incentivare lo stimolo né di recipienti per la colazione. Parlo proprio delle tazze del cesso. Sono sempre più alte. Scaricano sempre peggio e sprecano sempre più acqua. Non le abbiamo mai messe in discussione, ma siamo sicuri siano la scelta migliore?

Noi italiani andiamo molto orgogliosi del nostro bidet, che, però sarebbe nato in Francia nel 1700 (e infatti il nome francese è…). Il vero nome italiano (derivato) sarebbe bidetto. Però lo sentiamo molto nostro e un po’ a ragione, visto che la Francia a partire dagli anni ’70, quindi dopo circa due-tre secoli, decise fondamentalmente di eliminarlo dalle toilet per ragioni di spazio, mentre l’Italia rimane a oggi il Paese che più lo utilizza (97%) insieme agli altri Paesi del sud d’Europa e del Sud America. La maggior parte del mondo non lo usa: i turisti di solito lo lasciano intatto infatti, mentre noi ci domandiamo come sia possibile vivere senza. (Sempre esagerati).

il primo bidet della storia

Il bidet di Maria Carolina di Napoli alla Reggia di Caserta, il primo in uso in Italia (da Sky Arte)

Per quale motivo il mondo è reazionario al bidet? Perché c’è del moralismo (e degli stereotipi) perfino quando si parla di sanitari. Ebbene il bidet nacque come “strumento di lavoro da meretricio”: veniva cioè usato dalle prostitute. La prima volta gli americani lo colsero in flagrante proprio in un bagno di un bordello durante la Seconda Guerra Mondiale. Era quindi un oggetto controverso, quasi schifoso. Di certo non adatto per dei puritani di quel calibro! Peccato che lavarsi le parti intime non ha mai fatto male a nessuno, prostituto o meno che sia!

Ma la tazza, o per meglio dire il “vaso sanitario”, è tutta un’altra questione. Anche in questo caso parliamo di una toilet settecentesca inizialmente appartenente alla sola nobiltà che un secolo dopo divenne di uso comune, assolutamente popolare. Questa sì utilizzata in tutto il mondo. In questo caso perfino gli Americani la vollero a tutti i costi, per non risultare meno civilizzati degli europei. Se non fosse che anche nel caso precedente il povero bidet fu riscattato dalla nobiltà e precisamente dalla Regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena che assolutamente lo volle alla Reggia di Caserta (ed ecco la sua “vera” origine italiana, letteralmente ripulita!).

toilet romana

La toilet romana con relativa posizione accovacciata (da Wikipedia)

Comunque se lo potevano pure tenere (il vaso sanitario) visto che ultimamente il mondo scientifico si sta facendo sentire contro la nostra cara e vecchia “tazza”. Ricerche (ancora in corso) stanno ottenendo risultati che potrebbero mettere nuovamente in risalto il modo più popolare di andare al bagno, da tempo bistrattato: pare che il banale accovacciarsi, era infatti più naturale, pratico, sostenibile e salutare rispetto al sedersi su una specie di tronetto che blocca qualsiasi stimolo non foss’altro perché devi stare seduto impalato e talvolta con i piedi che a malapena toccano il pavimento. Per non parlare di quando la toilet è pubblica e allora devi trovare il magico grado ad angolo ottuso che ti permetterà di evacuare in sicurezza dai pericoli sanitari più disparati. Pensate a un solo sifone unito a un collettore di scarico, in grado di ripulire una fila intera di cavità nel terreno, invece che tanti singoli sciacquoni per ogni tazza con relativi sprechi d’acqua (recentemente aumentati grazie a un’innovazione che ha avuto solo il gusto di eliminare una manualità semplice e veloce: lo scarico automatico). Parliamo della cosiddetta “toilet alla turca”… anche lei vittima di tanti stereotipi.

La toilet alla turca ha origini più antiche rispetto al vaso sanitario. Si chiama turca (perché anche loro la usavano nel rigoroso rispetto degli insegnamenti del Corano), ma in realtà i primi ritrovamenti risalgono all’Antica Roma. Perché quindi abbiamo voluto seguire una moda della nobiltà dimenticandoci quello che in generale sarebbe meglio per tutti? Sembra che il destino del vaso sanitario sia quello di tanti altri oggetti che nel tempo sono diventati molto meno funzionali in nome della loro bellezza o presunta “civiltà”. Cosa che non ha molto senso.

korean toilet park

un’immagine dal Toilet Park di Suwon, vicino Seoul. Il primo parco a tema dedicato alla tazza è coreano.

Insomma, quando siete in campagna cosa fate? Vi accovacciate sull’erba. E non è comodo e tanto liberatorio? (Come avrebbe detto Funari). Tutti gli aspetti salutari descritti nelle ricerche scientifiche sono proprio legati alla posizione accovacciata, che proprio perché è naturale pare consenta l’evacuazione completa, aspetto che risulta importante nella prevenzione del cancro al colon, emorroidi e incontinenza, stimolando in particolare i muscoli pelvici femminili. Oltre al rafforzamento di anche e ginocchia, pure in età avanzate. Vedi i giapponesi che si inginocchiano in continuazione per qualsiasi cosa, dal tavolo al letto, al bagno, che infatti era tradizionalmente alla turca anche per loro. Insomma gli squat in palestra sì e al bagno no?

E lo chiedo soprattutto alle donne. Quando usate un bagno pubblico non è particolarmente scomodo? Non è tanto meglio le rare volte in cui dietro la porta c’è una toilet turca su cui ci si può facilmente accovacciare? Magari con l’aiuto di due maniglie. Eppure. Quando c’è la turca pare un dramma. Pare che ci si trovi in “uno dei peggiori bagni di Caracas”, antiquato e scomodo. Non è così. Il bagno considerato generalmente più anti-femminile è in realtà il massimo che potremmo chiedere.

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