Ethnos

Sorriso a 50 stelle (e 13 strisce)

Sorriso di leader politici a confronto, l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama e l’omologo giapponese Shinzo Abe

Se un estraneo ti sorride:

  • è ubriaco

  • è matto

  • è americano

Questa domanda è apparsa realmente su Reddit, il sito di social news e intrattenimento, postata da un utente finlandese. Gioca chiaramente sullo stereotipo del sorriso degli statunitensi, frequente anche verso gli sconosciuti e particolarmente entusiasta. Insomma tipo George Clooney.

È indubbio come su molte cose i nordamericani siano informali, soprattutto rispetto alla vecchia madrepatria Inghilterra. Non usano il più rispettoso “Sir” per rivolgersi a chi non si conosca o abbia un livello gerarchico superiore. Anzi, è una locuzione perfino presa in giro, come fosse appannaggio esclusivo della nobiltà del tempo che fu. Oppure nelle domande con il “posso?” si preferisce il “may” al “might”, tipicamente british e fin troppo educato.

Mappa del sorriso secondo lo studio della compagnia di consulenza Gallup

Allo stesso modo il sorriso, culturalmente, viene visto diversamente nei vari Paesi del mondo. Per qualcuno è simbolo di scarsa serietà fino a sfociare nella stupidità, per altri è più semplicemente un modo per essere amichevoli e mettere a proprio agio l’interlocutore.

Nel 2015 un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison ha formulato la propria teoria sul perché in certi posti si sia più portati a sorridere rispetto ad altri e la risposta starebbe nell’immigrazione e nel multiculturalismo. Stati Uniti e Canada hanno una popolazione variegata, rispettivamente con 83 e 63 gruppi etnici o nazionali, molto spesso radicati da secoli. La comunicazione non verbale avrebbe dunque giocato un ruolo fondamentale nella socializzazione e nella costruzione di un rapporto di fiducia tra le varie comunità.

Al contrario, tutto ciò non è servito in Paesi più omogenei come la Cina o lo Zimbabwe, dove invece sorridere sarebbe addirittura collegato a un sistema gerarchizzato e al mantenimento di determinate strutture sociali.

Ma perché tutto questo entusiasmo nel sorridere? Lo studio ha analizzato gruppi di studenti da dieci Paesi e trovato una correlazione tra il valore dato all’energia positiva e alla felicità e il sorriso dei relativi capi politici. Così Barack Obama, nelle foto ufficiali, aveva un’estensione dei muscoli facciali decisamente maggiore rispetto ai pari grado cinesi e giapponesi.

Sorriso dei dipendenti Walmart, dal blog della catena di supermercati

Paese con il vizio di esportare i propri prodotti, gli Stati Uniti hanno anche incontrato i loro problemi di adattamento al mercato locale – anche se l’adattamento è generalmente reciproco. Così quando la McDonald’s è sbarcata in Russia ha dovuto addestrare i propri impiegati a sorridere alla clientela. Mentre la catena di supermercati Walmart si è scontrata con la realtà tedesca, per cui un dipendente troppo sorridente veniva interpretato come un tentativo di flirtare con gli acquirenti.

Forse perché, come diceva lo scrittore Herman Melville, “un sorriso è il mezzo scelto per ogni ambiguità”.

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