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Grammar nazi

La grammatica rende liberi, ironia social sui grammar nazi

I grammar nazi non piacciono a nessuno (che non sia dei loro). Altrimenti avrebbero avuto un altro appellativo, magari più leggero rispetto all’accostamento alla notoriamente tollerante dottrina nazionalsocialista. Non che abbiano tutti i torti, anzi. La difesa della correttezza del linguaggio e della cultura sono valori apprezzabili, ma tutto ciò che diventi un’ossessione finisce inevitabilmente col perdere il divertimento di fondo e/o la focalizzazione sul punto della questione.

Uno degli errori più frequenti è l’apostrofo nel qual è, ovviamente solo nello scritto, perché nel parlato è impossibile accorgersene, come l’acca nella coniugazione del verbo avere. La regola per ricordare che non serve apostrofo è relativamente facile, qual può essere una parola che va da sola, senza elisioni, tipo “qual buon vento?”. Stesso ragionamento per l’apostrofo dopo un seguito da maschile o femminile. Però è altrettanto facile sbagliare, spesso è la fretta, altre volte non si è proprio mai imparata la regola. Ci è cascato perfino Roberto Saviano, in un tweet, poi giustificato con stile e furbizia. “Anche Pirandello scriveva qual’è”. E che fai, ti metti a correggere Pirandello? Vola basso!

saviano grammar nazi

Saviano giustifica lo strafalcione su twitter dall’attacco dei grammar nazi

Più controverso l’uso del congiuntivo. Nella lingua colloquiale, nel parlato o nello scritto di tutti i giorni che non abbiano una valenza “ufficiale”, tendiamo a sostituire il congiuntivo con l’indicativo (sempre meglio del condizionale). Ciò nonostante l’errore è puntualmente oggetto di scherno, in certi casi il congiuntivo diventa magicamente popolare più che mai. Vedi il povero Luigi Di Maio e i tre tentativi su twitter per spiano, spiassero, com’era? Ma per spezzare una lancia in suo favore, si era costruito la frase nella maniera più difficile possibile, complicandosi la vita da solo.

Altra cosa è correggere per il gusto di farlo, ignorando totalmente un contenuto aberrante. Quello è esercizio sterile. Se qualcuno scrivesse sui social “penso che gli immigrati devono morire tutti annegati”, arriverebbe il grammar nazi di turno a dire: “eh no, ma che dici! Penso che DEBBANO morire”. Quindi, bene che muoiano, ma col congiuntivo, con eleganza.

Il primo dei tre tentativi di Luigi Di Maio. Il paese dei balocchi per i grammar nazi

Il congiuntivo è da tempo a rischio di estinzione, per molti sarà anche una catastrofe, ma non per il presidente onorario dell’Accademia della Crusca Francesco Sabatini, che meno di un anno fa parlava della necessità di essere “meno schizzinosi”. Del resto lingue come francese, inglese e spagnolo non ce l’hanno, ma ugualmente ci hanno regalato qualche bel pezzo di letteratura. E chissà, fra qualche decennio, o secolo, anche l’italiano ne sarà privo, perché la lingua si evolve, o involve, comunque cambia.

Speriamo di no, ma forse un giorno il “piuttosto che” nell’accezione sbagliata sarà corretto, “passeggeremo” il cane e “scenderemo” o “saliremo” svariate cose da un piano all’altro o da nord a sud e ritorno. Ma fino ad allora si potrà anche combattere la propria battaglia, con più o meno criterio e flessibilità, pensando che in fondo a volte, se c’è sostanza, sulla forma si può anche soprassedere – entro certi limiti. Altrimenti un Antonio Di Pietro, col suo italiano ruspante, non sarebbe diventato simbolo di giustizia e paladino della legalità contro il corrotto sistema di Tangentopoli.

grammar nazi congiuntivo

Ironia sull’empatia dei grammar nazi, dal profilo di Soppressatira

Julie Boland e Robin Queen dell’Università del Michigan, riporta Leggo, hanno condotto uno studio sulla personalità degli intolleranti grammar nazi, secondo cui questi sono risultati poco inclini all’empatia e alla socialità. Esito piuttosto scontato, basta appunto leggere commenti a caso sui social riguardo gli immigrati che annegano in maniera grammaticalmente corretta.

Che tanto, si sa, sarebbero venuti in Italia per perpetuare errori e dare il colpo di grazia al congiuntivo.

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3 replies »

  1. Questa questione dei Grammar Nazi mi porta alla memoria i Militant Grammarians of Massachusetts descritti da David F. Wallace in Infinite Jest… Profezie?

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  2. Diocenescampieliberi dai cancelli spalancati al “piuttosto che” polivalente. Io direi un colpo al grammar nazi e uno al detrattore dell’italiano, così siamo tutti contenti.

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