Prosperity

Contanti o carta?

contante-carta-di-creditoL’Italia viene criticata, da esperti veri o improvvisati, per l’attaccamento smodato all’uso del contante, ai limiti del feticismo. Alti costi sociali, evasione fiscale e corruzione le argomentazioni usate, peggio ancora le “cattive compagnie”, già che la Grecia e la Spagna sono fra gli altri Paesi europei che meno riescono ad adattarsi alla moneta elettronica. Tutto troppo semplicistico, anche la moneta elettronica ha i suoi svantaggi e Stati come la Germania, dalla reputazione ineccepibile dal punto di vista economico, rivalutano la cara vecchia banconota.

Secondo studi dell’Associazione Bancaria Italiana, il cash costerebbe 8 miliardi l’anno, pari allo 0,52% del Pil, fra stipendi del personale, perdite, furti, apparecchiature, trasporti, sicurezza, vigilanza, assicurazioni, immagazzinaggio. Sopra la media europea di spesa, ferma allo 0,4% del Pil. La moneta elettronica, non necessariamente legata a conti presso istituti di credito, sarebbe invece più pratica, veloce, funzionale e sicura. Ma anche questa non è esente da costi, nella fattispecie commissioni che possono essere tanto sul pagamento quanto sulla ricezione dello stesso, sul prelievo e sulla ricarica. Più si aggiungono i canoni annui.

Se le banconote si possono falsificare, le carte possono essere clonate

Se le banconote si possono falsificare, le carte possono essere clonate

Non c’è immunità nemmeno sulla sicurezza. I furti riguardano pure le carte, la criminalità si evolve parallelamente ai costumi in maniera darwinista e numerose bande si sono specializzate nell’arte della clonazione – ipotizzando un mondo senza contanti lo scippatore e il borseggiatore da bus diventerebbero il tramite con fuorilegge più avanzati nell’ingegno e nella tecnica. Secondo il presidente della Deutsche Bundesbank Jens Weidmann, inoltre, non esistono dimostrazioni di come la guerra al contante riduca l’evasione fiscale o il terrorismo internazionale.

La Germania, infatti, sta cercando di evitare demonizzazioni della cartamoneta, sfatando due miti. Primo, la distinzione fra economie ricche e povere, che vorrebbe le seconde più arretrate anche culturalmente e diffidenti verso le novità: la trasversalità nella preferenza del contante va dunque dai tedeschi ai greci. Secondo, l’idea che le banche spingano per virtualizzare tutte le transazioni in modo da lucrare sulle commissioni. È la stessa Bundesbank a premere per soluzioni opposte, organizzando ad esempio il convegno tecnico in tema, il Bargeldsymposium. A rincarare la dose ci ha pensato il costituzionalista teutonico Hans-Jürgen Papier, per cui “il tetto alle transazioni in contanti è una limitazione di numerosi diritti costituzionali”.

agenda-mostre-ziopaperoneeisegretideldepositoInsomma, denaro contante e carta sono – potrebbe essere una lettura più equilibrata – solo mezzi, che come tali presentano pregi e difetti. E probabilmente è inutile essere partigiani all’estremo per l’uno o per l’altra. A seconda dell’occasione si può scegliere la modalità di pagamento più comoda e funzionale, comprare un biglietto aereo su internet non si può certo equiparare al classico caffè al bar. L’unica prevalenza che ha il contante è dal punto di vista del fascino “romantico”, perfino nella delinquenza: la valigetta piena di soldi stuzzica più di un freddo clonatore di carte. Vero, Paperone si farebbe (leggermente) meno male a tuffarsi nella plastica anziché nel metallo, ma forse gli passerebbe la voglia di nuotare.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s