Anni Interessanti, l’Italia 1960-1975

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’Italia è un Paese da ricostruire, sia in senso letterale che sociale, politico, economico. Sono anni in cui alle enormi difficoltà si risponde con entusiasmo e voglia di ripartire. Ma non sono anni facili e spensierati, nonostante la più che comprensibile voglia di leggerezza. Perché al progresso economico o alla effervescente scena dello spettacolo, non si accompagna un’adeguata crescita sociale. Le sperequazioni sono evidenti: tra Nord e Sud, uomini e donne, città e campagne, operai e ceto medio…

…also because you die! (2)

In recent years, even skeptics are starting to see the effects of global warming. Desertification, floods and hurricanes, diseases, melting ice… Even if, in such a context, denial is still present. In 2015 ¼ of Americans did not believe in climate change. But we could speak of indoctrinated people. They partecipate in conferences organized by the directly “interested in the ‘pollution’, or rather the oil and coal industries. As shown by a Vice investigation into ‘The rising oceans’. Among this minority of “deniers of the obvious”, we also had to resist the former President Trump. In one fell swoop, has made all the efforts by Obama useless. At least ,”most Americans today (62%) say that climate change is affecting their local community either a great deal or some”, but we think that the discussion here is deeper: we are talking about to die or survive…

Romics, dai Millennials alla Generazione Z

Dopo ben 27 edizioni la 2022 è stata la prima al Romics per StereoType Magazine. Ormai storico festival romano e internazionale, dedicato a fumetti, animazione e videogiochi. A direzione femminile da almeno 10 anni. Fermi come siamo a vecchi fumetti “occidentali” e vecchi cartoni giapponesi, per capirci qualcosa di questa nuova ondata (molto più coreana) ci siamo fatti accompagnare da un’amica che l’ha seguito fin dalle prime edizioni + 3 esperti d’eccezione… i nipoti !

Se i proverbi se la prendono (solo) con le donne

La maggior parte dei proverbi italiani nascevano con l’intenzione (tutta maschile) di “sminuire”, alla meglio “deridere” le donne. Considerate appartenenti al “sesso debole” e per lungo tempo anche prive di qualsiasi virtù. Proverbi che ancora vengono in parte utilizzati. Oltretutto oggi si assiste alla pericolosa e triste tendenza a censurare e moralizzare il passato. Forse il punto non è tanto censurarli, ma riderci su. E magari arricchendo il futuro di nuovi proverbi per le donne, inventati dalle donne…

Environmental issues are not boring… (1)

Over time, environmental issues have been stereotyped a lot. Perceived as very secondary, almost useless. Apart from a few “green” fanatics. In the news they always reach the bottom, in the working world they are seen as marginal occupations, in daily life no weight. The sun, the moon, the sky, everything is still there as we have always seen it. At the end. These themes can attract compassion or mockery. At best a certain boredom… until something has been changed. Or not?

Il dispotico smartphone

Recentemente mi è capitato di passare da una nota marca di cellulare a un’altra nota marca di cellulare e le differenze si sono fatte sentire. Ma non su ciò che mi aspettavo: tecnica e “pulizia”, quanto sul suo insito e sottile “dispotismo”…

Julian Assange e l’arte: perché punire chi è sincero?

C’è un’arte che è attivista, buca il silenzio e si schiera a difesa di Julian Assange. Essa si chiede: è davvero accettabile essere puniti per aver detto la verità? E come se tutto questo non ci riguardasse? Al Millepiani, spazio coworking di Roma, un incontro tra “artisti-attivisti” ha cercato di fare il punto su una situazione ormai al limite della democrazia…

Perché ci sentiamo in obbligo di giustificare il violento?

“Un giudice donna”, “un poliziotto donna”, “un presidente donna”. Donna, donna, donna. Vicino a ogni “nuova” professione. Oppure interi testi lunghi pagine (!) scritti con la schwa perché si vuole dimostrare di essere inclusivi. Perché invece la gente non vede che così si fa solo peggio e che sarebbe tanto più semplice modificare l’uso della lingua secondo regole (maschili/femminili) che già possiede? Perché “oggi” ci sono anche i fluidi? I fluidi, se veramente tali sono, non avranno certo problemi a scorrere tra i generi, come meglio credono… ma se è vero che il problema fondante della violenza sulle donne è un problema di disuguaglianza di genere, la sua risoluzione passa anche dal linguaggio, e dallo smettere di mettere in ballo (ridicole) giustificazioni personali…

Il giornalismo sui social e la gestione del conflitto

0 like prateek katyal

La sfida per il giornalismo e i giornalisti è rafforzare la presenza in rete, costruendo un rapporto con gli utenti e garantendo una qualità dell’informazione che consenta di recuperare una reputazione sempre più in calo. Un (o una) giornalista che intenda sobbarcarsi l’onere di esprimersi online, deve camminare sulle uova. Soprattutto quando arriva il dissenso con lettori e utenti, selezionando con cura a chi e come rispondere…

“Definire è limitare”

La definizione più comune di “identità” è riferita alla persona, ovvero “l’essere quello e non un altro”, una sorta di consapevolezza di sé stessi, mentre il “razzismo” è una sistematica “discriminazione” basata su “un’ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione”. Eppure l’identità è anche un “recinto” dal quale è difficile uscire, mentre il razzismo si trasforma spesso in “vittimizzazione”, un “nuovo” modo per discriminare…